Kuala Lumpur: tra ricchezza e povertà

Oggi ci alziamo presto. Abbiamo prenotato da casa il biglietto per le Petronas Towers. Infatti prima di partire, leggendo qualche esperienza, ci siamo accorti che in molti, senza prenotazione non riuscivano a visitare le torri simbolo di questa capitale. Prenotare i biglietti non è semplicissimo. Noi l’abbiamo fatto dal sito ufficiale, ma in alcuni giorni la pagina non funzionava ed inoltre abbiamo avuto alcuni problemi di pagamento con le nostre carte. Questi però ce li hanno risolti i nostri amici dell’Agenzia dell’Atelier del Viaggiatore, che hanno effettuato per noi la registrazione e il pagamento online, senza alcuna spesa aggiuntiva! Quando mi chiedono perché scelgo di viaggiare in agenzia… ecco uno dei tanti perché!

Arriviamo alle Petronas attraversando un mega centro commerciale. Il biglietto è per le 9.30 ma alle 9.15 ci fanno già entrare per la visita. La visita non è libera, ma ci sono dei tempi ben stabiliti. Prendiamo il primo ascensore e ci troviamo sul ponte sospeso che collega le due torri.

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Il tempo non è bellissimo ma la vista è non è male! Dopo circa 20 minuti, che sono a mio parere anche troppi, ci viene a chiamare la guida e ci fa salire all’ultimo piano. Anche questo piano è ricco di vetrate 365°, ma che rendono la vista meno affascinante rispetto ad una mega terrazza. La visita scorre comunque piacevolmente e acquistiamo pure le foto scattate all’interno. Foto stampata in A4, con copertina in pelle e accesso a tutte le foto fatte all’interno (circa 8) 34€.

Una volta usciti prendiamo un taxi per raggiungere Little India. Qua i colori ed i profumi tipici indiani ci invadono. L’atmosfera è davvero molto suggestiva.

Dopo una bella passeggiata prendiamo nuovamente il taxi per farci portare alla moschea Masjid Jamek. Prima di entrare ci fanno coprire. Per le donne è prevista una tunica con cappuccio per tenere il capo coperto, mentre agli uomini, se indossano pantaloni corti, vengono dati dei parei per coprire le gambe.

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La moschea è una delle più antiche della Malesia. All’interno troviamo un gentilissimo signore che ci spiega le loro usanze e un po’ la storia della moschea e della sua religione. Restiamo davvero affascinati dalla gentilezza e dalla voglia di raccontare di quest’uomo.

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Una volta finita la visita raggiungiamo il Central Market, un grandissimo mercato coperto, e ci perdiamo tra le mille bancarelle. Si trova davvero di tutto. Decidiamo di pranzare in uno dei ristorantini del food district all’interno, e scegliamo il ristorante indiano. Merita davvero. Dopo pranzo ci dirigiamo alla scoperta di China Town. Beh, questo se uno ha voglia di shopping e di affari è decisamente il posto giusto! Qualsiasi cosa possa servire è presente in questo luogo. Si trovano imitazioni identiche di tutte le marche, da orologi a scarpe, da borse a portafogli, ombrelli ed orecchini. Q-u-a-l-s-i-a-s-i- c-o-s-a! La base per fare acquisti qua è la contrattazione. Ho comprato uno zainetto che inizialmente costava 300 myr e l’ho portato a casa per 80! Contrattate senza vergogna e farete affari pazzeschi!

Non stiamo molto a China Town perché è davvero un caos assurdo e vogliamo andare a scoprire altri luoghi di questa città. A piedi raggiungiamo il Guan Di Temple, un tempio taoista, davvero molto molto bello e suggestivo.

Poco più avanti nella nostra passeggiata ci imbattiamo in un altro tempio indù. La curiosità ci spinge ad entrare. Come sempre, togliamo le scarpe ed entriamo in questo mondo di colori e tranquillità. La pace di questo posto è davvero unica. Facciamo un giro del tempio e poi ci fermiamo a parlare con un signore che ci incuriosisce. Da brava viaggiatrice, amo sentire le storie dei luoghi raccontate da chi li vive. Signo ormai si è abituato a questo lato di me, al mio fare domande a sconosciuti senza la minima vergogna. Anche questo signore si rivela gentilissimo e ci racconta la storia del tempio, alcuni precetti della sua religione. Ci racconta che lui non abita a Kuala Lumpur, ma quando può si fa un ora di tram per venire in questo tempio, nonostante ne abbia uno accanto a casa, perché per lui è un luogo di pace. Questa religione è davvero super affascinante. Dopo quasi mezz’ora di chiaccherata decidiamo di togliere il disturbo e continuare il nostro giro. Usciamo dal tempio e prendiamo un taxi: direzione Menara Tower.

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Avevo letto online che non era necessario fare i biglietti in anticipo per questa attrazione e quindi eravamo decisi a farli li. Però quando diciamo al taxista che non abbiamo ancora i biglietti decide di portarci in un tabacchi, un po’ losco e ci consiglia di fare i biglietti perché secondo lui sul luogo troviamo molta fila. Peccato che, essendoci informati, ci accorgiamo subito che i biglietti costano di più rispetto a quelli presenti online o direttamente alla Menara Tower. Quindi rifiutiamo l’offerta gentilmente e chiediamo all’autista di portarci a destinazione. Una volta arrivati in cima alla collina dove sorge la torre, saliamo all’interno e ci mettiamo in coda per fare i biglietti. Dopo 2 minuti abbiamo i nostri biglietti combinati per visita alla torre. Infatti è possibile sia acquistare i biglietti solo per l’observation desk, un piano da cui si vede tutta KL dall’alto ma da delle vetrate, sia per lo Sky desk, che consente l’accesso ad una mega terrazza e ai box di cristallo su KL. Noi decidiamo di visitarli entrambi. Entriamo subito e ci lasciamo meravigliare dalla vista, ma solo quando raggiungiamo la terrazza capiamo quanto è davvero “Wow”.

Vedere la città senza vetro è tutta un’altra cosa. Decidiamo di metterci in fila per uno dei box sospesi per scattare la foto di rito. Ovviamente scegliamo quello con le Petronas Towers sullo sfondo che è quello con più fila. Ci mettiamo in fila e dopo quasi un’ora inizia a piovere. Il Box non è coperto e quindi con la pioggia c’è il rischio di scivolare. E ovviamente sono costretti a chiudere l’attrazione, tra le arrabbiature generali. Costringono tutti a lasciare il piano terrazza e ci dicono che se smetterà di piovere potremo tornare su e rimetterci in fila. Noi decidiamo di fare due chiacchere con la guardia e ci suggerisce di aspettare al bar della terrazza. E con un sorrisino e gli occhi da cerbiatta lo convinco a farci saltare la fila nel caso in cui l’attrazione riapra. Prendiamo una birretta, un the freddo e delle patatine per passare il tempo.

La vista da quassù è davvero magnifica, le Petronas Towers sono proprio di fronte a noi. Però i prezzi sono esorbitanti! Un caffè quasi 5 euro! Dopo un’oretta la pioggia inizia a darci tregua ed iniziano ad asciugare i box. La guardia, un ragazzo gentilissimo, si ricorda di noi e ci fa passare davanti a tutti per qualche scatto unico.

Con i calzetti zuppi ma molto soddisfatti lasciamo anche questo luogo e torniamo in hotel. Decidiamo di fare una passeggiata a piedi per scoprire qualche angolo nascosto. Questa città è davvero diversa dalle altre visitate fino ad ora. Qua povertà e ricchezza convivono fianco a fianco.

Una volta tornati in hotel decidiamo di fare un giro nella piscina che si trova all’ultimo piano. Saliamo senza pretese ed invece lo spettacolo davanti ai nostri occhi è “wow”. Certo, non siamo all’infinity pool del Marina Bay, ma anche questa piscina ha il suo fascino, facendoci godere il caos della città dall’alto.

Finiamo il pomeriggio in piscina per poi andarci a cambiare e andare a cena in un localino che ci hanno suggerito. Il locale non si trova lontano dal nostro hotel e decidiamo di raggiungerlo a piedi. Arriviamo in Changkat Bukit Bintang, una delle vie più movimentate della città, e rimaniamo ammaliati da tutti i colori e i profumi che ci avvolgono. Questa è la via dei locali e ce n’è per tutti i gusti!

Noi scegliamo di andare da Pinchos Tapas Bar, un posticino davvero carino. Vi suggerisco di prenotare perché noi abbiamo trovato posto per pura fortuna! Abbiamo mangiato davvero bene. Una volta finita la cena decidiamo di spostarci al Grand Hyatt hotel, che all’ultimo piano ospita un rooftop incredibile!

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La vista ci lascia ancora una volta senza fiato, con le Petronas Towers sullo sfondo che fanno da protagoniste, però i drink non ci sono piaciuti affatto. Consigliato? Non saprei! Magari la nostra è stata sfortuna.

Anche questa giornata è giunta al termine e prendiamo un taxi per tornare in hotel. Domani mattina si parte e ci aspetta l’ultima tappa di questo viaggio: Dubai! Ci facciamo prenotare un taxi per la mattina successiva e andiamo a nanna, felici della nostra esperienza a Kuala Lumpur.

A presto,

Ele

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