Alla Scoperta della Malesia

Sveglia presto e valigie ancora aperte. Lasciare il Marina Bay sarà una dura prova. Ma abbiamo ancora un po’ di tempo. La piscina apre alle 6 e noi siamo pronti per fare l’ultimo tuffo e goderci l’alba su una delle città che mi ha rubato il cuore.

La piscina è deserta e l’atmosfera davvero romantica. Vedere piano piano la notte scomparire e lasciare il posto ad una nuova giornata, dal caldo della vasca idromassaggio che si affaccia su Singapore è davvero un’esperienza unica.

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Ma abbiamo un aereo da prendere. Quindi lasciamo una delle piscine più sognate e andiamo a fare la doccia e chiudere le valigie. Poi è il momento della colazione, e il Marina Bay non smette di sorprenderci. Colazione con vista? Decisamente si. Buffet super? Doppio si.


Dopo aver riempito le pance, prendiamo le valige e saliamo sul taxi, che circa in 20 minuti ci porta all’aeroporto. Direzione: TAMAN NEGARA.

Viaggiamo con Malaysian Airlines e nonostante avessi alcuni dubbi ci siamo trovati davvero bene. Come ho accennato nel primo post su questo viaggio, con questa compagnia aerea è possibile imbarcare un massimo di 30 kg, costituito anche da più valigie, e il bagaglio a mano deve essere al massimo 7 kg. A noi i bagagli a man

o non li hanno pesati e io avevo anche uno zainetto (che ci sarebbe stato dentro il bagaglio a mano, ma tenerlo fuori è stato decisamente più comodo) e non hanno fatto storie. I controlli sono diversi rispetto a quelli che abbiamo passato in Italia. Qua vengono effettuati direttamente prima dell’imbarco, con tecnologie, a mio parere, davvero poco all’avanguardia! Ovviamente ho dovuto svuotare la bottiglietta d’acqua, che mi hanno fatto riempire con l’acqua della fontanella dopo i controlli. Berla è stato per me un grande errore. Infatti mi è preso un gran voltastomaco che mi ha accompagnato per tutta la giornata.

Il volo è andato bene, anche se l’aereo non era dei più moderni. Siamo atterrati in orario all’aeroporto di Kuala Lumpur, e qua abbiamo preso la metro per raggiungere il Klia2, ovvero il terminal dove è presente l’autonoleggio, visto che abbiamo deciso di raggiungere il Taman Negara in auto.

Trovare la zona dell’autonoleggio non è stato semplicissimo. Gli aeroporti sono davvero grandi, ed è pieno di gente. Forse anche perché noi siamo capitati nel periodo di Natale. Una volta trovato il baldacchino dell’autonoleggio e aver firmato mille fogli siamo pronti per prendere la nostra super macchina, che ci porterà fino al Taman Negara. Super macchina, ovviamente, è un eufemismo. Prendiamo una macchinina abbastanza scarrocciata ma ha 4 ruote e l’aria condizionata, quindi non ci possiamo lamentare. Il ragazzo del noleggio ci fa alcune raccomandazioni sulla guida al contrario e ci spiega che dobbiamo comprare una tessera, la Touch n’ go, per poter pagare i pedaggi. Questa tessera va ricaricata prima di arrivare al casello automatico, altrimenti è necessario mettersi nella fila dove c’è il cassiere. Il problema è capire quale sia! Ma andiamo con ordine. Prendiamo la macchina e iniziamo il nostro viaggio. Da subito ci rendiamo conto di quanto KL sia lontana dall’aeroporto, almeno 40 minuti di macchina. E da subito inizio a ricordare a Signo di fermarsi in un autogrill per comprare la tessera, ma ovviamente mi ignora. E così arriviamo al primo casello e Signo si infila nella fila sbagliata. Ovviamente, siccome queste cose non possono mai essere semplici, una macchina si mette in fila dietro di noi prima che ci rendiamo conto dell’errore, e poi subito un’altra.  P-A-N-I-C-O, e io scoppio a ridere. Braccio fuori, qualche insulto all’italiana e riusciamo a fare retromarcia e a metterci nella fila giusta. Comprare la carta costa circa 20 ringgit (poco più di 4 euro), e va ricaricata. Il gioco sembra fatto, fino a quando non ci rendiamo conto che i caselli sono davvero tanti e uno dopo l’altro il credito cala. Così ci troviamo di nuovo al casello automatico senza abbastanza soldi dentro la tessera. Scendo, attraverso a piedi 10 caselli (si Mamma ho rischiato la vita!), e arrivo dall’operatore che gentilmente mi ricarica la tessera. Il tutto ancora con il volta stomaco.

Piano piano lasciamo la città e ci rendiamo conto di essere in mezzo alla natura. Le case e le ville scompaiono per lasciare il posto a baracche e capanne. E subito il lusso di Singapore ci lascia per una realtà completamente diversa. Siamo in mezzo a villaggi, con animali allo stato brado e persone povere ma molto sorridenti. Il viaggio è lungo e dopo circa 4 ore ci troviamo ad attraversare una distesa di palme, con la meta sempre più vicina. Ci imbattiamo in tre bufali che girano indisturbati e in qualche scimmietta che attraversa la strada e l’emozione di vedere animali liberi è grandissima.

Arriviamo al Taman Negara che è sera. Qui alloggiamo al Mutiara Taman Negara, l’unico resort all’interno della foresta. Per raggiungerlo dobbiamo parcheggiare la macchina al di la del fiume, in un parcheggio a pagamento. Dopo aver pagato (circa 2 € al giorno) ed esposto il tagliandino, scarichiamo le valigie e ci prepariamo per raggiungere l’hotel. Ci vogliono circa 20 minuti a piedi tra salite e discese. Ma la voglia di scoprire la giungla è tanta e la fatica passa in secondo piano. Raggiungiamo la sponda del fiume e saliamo su una barchetta davvero piccola che ci porta dall’altro lato. Scendiamo e i colori e i rumori della giungla ci danno il benvenuto. Caricano le valigie su un carrettino a rotaie per portarle su e noi intanto ci dirigiamo alla reception. Per entrare bisogna togliere le scarpe. Poveri loro, noi le abbiamo su da stamattina alle 7! Ci offrono un the rinfrescante, essenziale dopo tutta questa fatica. E poi qua si suda tantissimo! Ci spiegano un po’ i funzionamenti dell’hotel e si raccomandano di non lasciare porte e finestre aperte e nulla fuori dalla camera. Pensiamo stiano esagerando, ma comunque eseguiamo! Arriviamo nel Bungalow e il mio mal di stomaco da il peggio di se. La stanza è carina, il letto grande ma il bagno non molto pulito. C’è un piccolo bollitore in camera con qualche bustina di the e caffè solubile. C’è l’aria condizionata ma non prende il wifi. Ma abbiamo la foresta a farci compagnia e così passiamo la serata a guardare fuori dalle finestre. Qualche scimmietta corre, e un branco di tapiri banchetta davanti al nostro bungalow. Quando riesco ad addormentarmi sono ormai le 3, e solo poche ore dopo le scimmie danno il meglio di loro svegliandoci, ma questa è un’altra storia!

Ci sono anche altre possibilità se non ve la sentite di guidare in Asia (dicono siano pazzi!!), e qua ne trovate alcune. In ogni caso noi ci siamo trovati molto bene. La macchina ti permette di avere libertà di orari mentre i trasporti sono molto vincolanti per questo viaggio. La maggior parte delle strade da KL al Taman Negara sono simili alle nostre autostrade, con 3 corsie belle larghe. I limiti di velocità sono sempre molto chiari e con le app (Noi abbiamo usato Here we go che funziona anche senza connessione una volta scaricate le mappe) non abbiamo avuto alcun problema per le indicazioni. Bisogna sicuramente prestare attenzione ai motorini, perché vanno come i matti e sono davvero moltissimi, ma tornando indietro rifaremmo la stessa scelta!

A presto,

Ele

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