Singapore e Sentosa: Giorno 2

Complice il fuso orario dormiamo di gusto fino alle 9. Dopo una doccia e esserci preparati scendiamo per fare colazione. La colazione dell’hotel è davvero ottima. C’è un grande buffet dolce e salato ed è possibile ordinare pancake o uova. Finita la colazione partiamo alla scoperta di questa città. Come usciamo dall’hotel siamo investiti Dall’aria calda e un po’ appiccicosa. Il sole splende e la nostra giornata non poteva iniziare meglio di così. Ci perdiamo per le strade colorate del quartiere arabo, ammirando la moschea anche di giorno.

Continuiamo la nostra passeggiata imbattendoci nel mercato cittadino. Qua i locali mangiano di tutto già alle 10 di mattino. Gli odori sono davvero forti e la pulizia scarseggia, ma sembrano tutti molto contenti del loro pasto. Si mangiano noodles, cipolle caramellate, pollo fritto e qualsiasi altra cosa. E’ davvero una scena tipica. I colori, i profumi e il mangiare con le mani, rimarranno a lungo nella mia mente.

Lasciamo il mercato e camminiamo fino a little India. Anche questo quartiere é un’esplosione di colori.

E’ il giorno di Natale ed è pieno di gente in giro. E’ proprio bello mescolarsi con gli abitanti. Passeggiamo su Orchard Road perdendoci tra il verde e le costruzioni futuristiche. E’ davvero la città del futuro. Continuando su Orchard Road, arriviamo all’omonimo centro commerciale.

E’ immenso e pieno di negozi di lusso, dove ovviamente possiamo solo guardare. E pensare che fuori dai negozi di maggior spicco ci sono le transenne con tanti, tantissimi cinesi in fila. L’aria condizionata all’interno dei centri commerciali è davvero sparata al massimo. Per questo vi consiglio di portarvi sempre via una felpina! Questi sbalzi termici sono micidiali! Dopo aver girovagato per i negozi decidiamo di uscire e cercare un posticino per pranzare. Ci fermiamo in un baratto davvero super carino.

Instagrammabile direbbero oggi. Due succhi gelati per riprenderci dal caldo e due insalatone. Molto buone e super rinfrescanti. Chiediamo la password del Wi-Fi e ci connettiamo per fare gli auguri di Natale. Qua a Singapore spesso la password del Wi-Fi va richiesta al personale che si occupa di collegarti. Forse per impedire che si colleghi chiunque. In ogni caso, a Singapore, abbiamo sempre trovato Wi-Fi superveloci.
Dopo esserci rigenerati usciamo in strada e fermiamo un taxi. Direzione Sentosa Island. Con circa 10 euro ci porta a destinazione. Sentosa è conosciuta come isola del divertimento. E’ ricca di parchi: Disneyland, Universal studios, Acquario e tanti altri. Ci sono anche giochi sparsi qua e là, e tante spiagge.

Noi abbiamo deciso di saltare i parchi giochi e andare a vedere la spiaggia più a sud dell’Asia. Pandawa Beach. Come si arriva sull’isola di è immersi nella rigogliosa vegetazione a contrasto con le distese di sabbia. Sembra di essere in un’ isola tropicale, se non fosse per le petroliere cinesi sullo sfondo. Noi il bagno non lo abbiamo fatto, ma alcuni non hanno avuto problemi a buttarsi in acqua. Percorriamo il ponticello che separa Sentosa da Pandawa Beach e come ci giriamo lo sfondo è magnifico.

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Peccato che inizia a piovere! Ma noi non temiamo l’acqua e continuiamo la nostra passeggiata. Lasciamo la spiaggia per scoprire altre parti dell’isola e arriviamo all’attrazione che volevamo fare. La MegaZip. Ci imbragano e ci portano in cima alla montagna presente sull’sola. Quando vediamo partire quelli prima di noi non siamo più tanto sicuri di volerla fare, ma poi la curiosità ha la meglio. Ci legano alla fune che collega la fine della montagna con un’altro isolotto, ci fanno uscire dai cancelletti di sicurezza e ormai siamo sospesi sul nulla. 3-2-1, Merry Christmas, e ci lanciano. Lo spettacolo sotto di noi è bellissimo. Giungla e mare che si sfiorano. Uccellini e scimmie che fanno da colonna sonora a questa bellissima esperienza. Ne valeva la pena, decisamente! Finiamo il nostro giretto e prendiamo la funicolare che collega vari punti dell’isola e la collega a Singapore. La vista spacca, anche se il biglietto è un po’ caro (42 € in due).

Decidiamo di fermarci a vedere il simbolo di Singapore, il Merillon Lion, riprodotto in scala gigante, prima di tornare verso l’hotel.

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Riprendiamo la cabinovia e sbagliamo discesa. Al posto di scendere a Singapore, continuiamo fino al Mount Faber Park. Di sicuro la vista merita e anche il ristorantino sembra buono (ma molto caro!) ma siamo un po’ isolati e iniziamo a chiederci come tornare.

Per fortuna, due ragazze arrivano in taxi e noi vogliamo la palla al balzo. Torniamo in hotel e ci facciamo una bella doccia. Ci riposiamo prima di scendere per la cena. Decidiamo di fermarci nell’hamburgeria sotto all’hotel perché l’idea iniziale è quella di cenare e poi tornare a nanna. Ma poi l’atmosfera calda della città ci fa decidere di girovagare ancora un po’. Arriviamo a Clarke Quay, il quartiere della vita notturna. E’ pieno di ristorantini e locali alla moda.

Dopo esserci persi nel curiosare qua e là decidiamo di raggiungere un Rooftop non troppo distante, il Level 33. Ma siamo sfiniti e prendiamo un taxi. Arriviamo al quartiere finanziario di Singapore e ci troviamo in una hall davvero grande. Chiediamo indicazioni per il locale e ci troviamo in un rooftop davvero molto bello. E la vista dalla terrazza è spettacolare. Abbiamo tutta Singapore ai nostri piedi.

Ci facciamo un drink a testa, tra l’altro davvero davvero buoni, ci godiamo la vista per un po’ e quando inizia a piovere decidiamo che non vale la pena stare all’interno e quindi ci organizziamo per tornare in hotel. Il concierge ci chiama il taxi che in 10 minuti ci ha già scaricati all’ingresso dell’hotel. Dobbiamo richiudere le valigie perché domani mattina si cambia hotel. E tra pochi giorni vi racconterò cosa è successo!
Stay tuned!

A presto viaggiatori,
Ele

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