Da Cracco per cena

Viaggiatori di sicuro tutti conoscerete Carlo Cracco. Ognuno di noi l’ha visto almeno una volta in tv, con un languorino allo stomaco per i suoi piatti prelibati.

Cracco ha un ristorante a Milano, in via Hugo, e un altro locale, in zona Navigli, conosciuto come “Cracco e Camilla” più per un aperitivo che per una cena vera e propria.

Signo mi ha regalato una cena da Cracco (via Hugo) e vi raccontiamo la nostra esperienza.

Punto 1. Prenotazione

Prenotare non è facile. Le liste di attesa sono veramente tanto lunghe, soprattutto se volete andare nel weekend. Noi da marzo abbiamo trovato posto per il 6 maggio. Quindi se volete fare una sorpresa ricordatevi di organizzarvi per tempo.

Abbiamo prenotato tramite mail, e il personale è stato gentilissimo. Durante la prenotazione abbiamo chiesto di essere informati della presenza dello Chef. Ovviamente una volta che ci vado a mangiare, vorrei che ci fosse!

Punto 2. Organizzazione

Se, come noi, non siete Milanesi, vi consiglio di organizzarvi per una notte a Milano. Infatti le cene non iniziano prima delle 19.30 e, soprattutto se sceglierete un menù degustazione, finirete tardi.

Una nota. Mi raccomando vestitevi eleganti. Non c’è scritto da nessuna parte che occorre avere un abbigliamento elegante, e probabilmente vi farebbero entrare anche in jeans (penso che in fondo l’importante sia la carta di credito piena!), però in generale la clientela rispetta un certo standard. Quando siamo andati noi, gli uomini erano tutti almeno in camicia e le donne arrivavano anche a abiti lunghi. Io ho optato per un semplice vestitino nero con sandalo alto. Sarebbe brutto se non vi sentiste a vostro agio no?!

Punto 3. Il Ristorante

Il ristorante è molto curato. E’ su più livelli e ogni stanza ha un numero di tavoli tale da garantire ad ognuno la propria privacy. I tavoli sono ben distanti tra loro e inoltre, essendo in un ristorante di livello, il livello di voce dei commensali è piuttosto basso. A me sembrava di sussurrare.

I camerieri sono super silenziosi e molto attenti. Non sono mai rimasta con il bicchiere vuoto o senza pane. Magari per chi frequenta sempre i ristoranti di un certo livello è normale, ma a me, che amo le osterie chiassose, ha fatto un che.

Punto 4. Il Menù

Ecco la parte più interessante.

Se siete a mangiare da Cracco avete principalmente due alternative. In ogni caso, vi ricordo, che il menù cambia in funzione della stagionalità.

Menù alla carta: la proposta è davvero ricca. Ci sono antipasti, primi, uova, carne, pesce e dolci. E di sicuro ho scordato qualcosa. Se scegliete il menù alla carta, dovrete comporre la vostra cena da soli. E’ un giusto compromesso per chi non mangia tutto o non è disposto ad assaggiare qualsiasi cosa. Però fidarsi dello chef, visto il livello del ristorante, non mi sembra una cattiva idea.

Due postille. Anzitutto anche se ordinate alla carta vi consiglio di crearvi un menù completo o quasi. Insomma se andate da Cracco non fate i pilini con solo un primo! Seconda cosa, sul menù alla carta non ci sono i prezzi delle singole portate. In bocca al lupo!

Menù fisso: il menù fisso è un’ottima alternativa. Si compone di circa 12 piatti, che cambiano in funzione della stagionalità. Con questa alternativa, a prezzo fisso, potrete assaggiare tutte le specialità dello chef e fare una degustazione guidata. Noi abbiamo scelto di metterci nelle mani di Cracco.

Punto 5. Carta dei vini

Si, si merita un punto tutto suo viste le dimensioni. Più che la carta dei vini è un’enciclopedia. I prezzi sono piuttosto elevati, e noi abbiamo optato per un calice a testa. Abbiamo deciso che era meglio “poco ma buono” vista l’occasione. E’ possibile anche richiedere una degustazione di diversi vini, da abbinare ai diversi piatti, ma i prezzi sono piuttosto elevati.

Punto 6. Pancia piena??

La domanda che mi hanno posto tutti quanti è stata:

“Ma dopo siete andati al McDonald’s?”

E la risposta è NO! Anche noi all’inizio avevamo questo pregiudizio. Eravamo sicuri che la cena ci toccasse un dente, ma in realtà non siamo riusciti a finire tutte le portate. Si mangia poco alla volta, con dei tempi un po’ dilatati, ma alla fine il senso di sazietà si raggiunge!

Punto 7: Ne vale la pena?

Dipende. Dipende dalla vostra passione per la cucina, dai vostri budget (di sicuro con 500€ si può andare via un weekend), dalla vostra voglia di sperimentare piatti nuovi. La cosa che mi ha affascinato di più è stata la valorizzazione di piatti tipicamente poveri. Midollo, frattaglie, piccione, sono piatti tipici della tradizione contadina italiana, rivisitati in chiave chic. Si mangiano alimenti, per me, poco convenzionali come lumache di terra e plancton. E’ sicuramente un’esperienza, e tornando indietro io la rifarei. Amo la cucina, e anche se sono un po’ schizzinosa mi sono prestata ad assaggiare tutto, o quasi (ho saltato il rognone!!).

E voi viaggiatori, siete stati in ristoranti stellati o particolari? Aspetto i vostri racconti!

Vi lascio una gallery con le foto di quella serata.

A presto,

Ele

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