Ultima tappa: San Francisco

L’aereo da Las Vegas parte in ritardo e arriviamo a San Francisco verso il 10 di sera. Abbiamo noleggiato un auto perché in questi giorni dobbiamo raggiungere l’Oracle Arena. Andiamo al ritiro auto e ci convincono a fare un upgrade. Per fortuna, perché già così la macchina che ci danno è un catorcio! Partiamo per andare in hotel. L’aeroporto dista circa 20 minuti in macchina o 40 con i mezzi pubblici. Potete muovervi anche in taxi, anche perché i costi dei parcheggi sono decisamente alti. Arriviamo al nostro hotel, il Comfort Inn by the Bay, facciamo il check-in, paghiamo il parcheggio per 3 giorni (30$ al giorno) e andiamo a nanna.

Ci svegliamo con calma, il fuso si fa sentire. Abbiamo cambiato fuso praticamente ogni giorno, e scendiamo per fare colazione. La colazione dell’hotel non è per niente male! Pancia piena e si parte per la scoperta di questa città. Già ieri sera ci eravamo resi conto che è tutto un sali-scendi. Salite ripidissime e discese che ti fanno mancare il fiato. Iniziamo subito con la Lombard street, la famosa stradina in discesa con le curve strette strette. La percorriamo in macchina. Durante la discesa si vede San Francisco dall’alto. Veramente bella.

La prossima tappa è il centro di Cisco. Lasciamo la macchina in un parcheggio sotterraneo a pagamento e iniziamo la scoperta. Incontriamo subito “i cuori di San Francisco”. Sono dei cuori con delle rappresentazioni della città, sparsi per tutto il centro e nella zona dei moli.

Complice una bella giornata di sole, decidiamo di fare una bella passeggiata per le viette della città. Se amate lo shopping siete decisamente nel posto giusto. Poi vedo passare un Cable Car e costringo a Signo a salire. Beh non si può fare il biglietto quando è già a metà corsa, quindi ci gustiamo il breve tratto fino al capolinea gratuitamente. E per fortuna che siamo arrivati fino in fondo. A Union Square, infatti, potrete assistere all’inversione del Cable Car. E’ fatta ancora manualmente. Il “tram” viene messo su una pedana rotante e due uomini spingono per girarlo e farlo ripartire nella direzione opposta.

Continuiamo la nostra passeggiata e scopriamo, proprio sopra al parcheggio, un bar con un espresso buonissimo. Oh quanto ci mancava. Solo dopo aver fatto due chiacchere con il barista ci rendiamo conto che in realtà è italiano. Beh in effetti il bar ha lo stile tipico del bar italiano. Brioches, bancone e macchinetta per l’espresso. E’ ora di andare verso la costa, ma non prima di una sosta nel super colorato quartiere di Castro.

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Riprendiamo la nostra macchina e parcheggiamo in un parcheggio a livelli, vicino al pier 39. 50$ tutto il pomeriggio. Vi avevo avvertiti che i parcheggi sono cari. Ci avviamo alla scoperta del Pier 39 e dei nostri nuovi amici, i leoni marini. I leoni sono simpaticissimi. I colori del molo sono vivaci, e ci si perde dentro i negozietti di souvenir e caramelle.

Pranziamo con un buonissimo fish and chips e poi ci dirigiamo verso il Pier 33 per imbarcarci per Alcatraz. Vi consiglio assolutamente di prenotare la vostra visita online e con largo anticipo, e soprattutto di controllare quando è l’ultimo traghetto per tornare a San Francisco. Sarebbe piuttosto terrificante rimanere da soli ad Alcatraz! Arriviamo su questa isoletta e un brivido mi percorre. Dopo aver fatto un breve giro di perlustrazione, e aver ammirato lo skyline di San Francisco ed il Golden Gate Bridge, ci addentriamo per la visita alla prigione.

E’ possibile noleggiare gratuitamente le audio-guide in tantissime lingue, tra cui l’italiano. La visita è davvero suggestiva e ti fa tornare indietro nel tempo. Ci perdiamo tra i racconti e alla fine del giro dobbiamo correre per riuscire a prendere l’ultimo traghetto. Torniamo a San Francisco che oramai è buio. La stanchezza si fa sentire e così decidiamo di andare verso l’hotel.

Oggi è la giornata NBA! Stasera abbiamo la partita all’Oracle arena. Facciamo colazione con calma e ci concediamo un giro verso Marina Boulevard per ammirare il Golden Gate e poi andiamo ad Alamo square per ammirare le Painted Ladies. Peccato che stanno facendo dei lavori e quindi possiamo ammirarle solo da lontano.

Pranzetto veloce al sushi, dove Signo ha lasciato una bellissima sciarpa, e via che si parte per Oakland. Decidiamo di fermarci a fare un giro sui moli deserti di questa città e poi ci avviamo verso l’Oracle arena. Paghiamo il parcheggio e ci mettiamo in fila per entrare. Siamo emozionatissimi. Una volta che aprono i cancelli iniziamo ad entrare. Ci fanno passare sotto ai metaldetector e controllano le borse e dadan… La gopro non può entrare. Tornare in macchina è fuori discussione e quindi decidiamo di nasconderla tra dei cespugli e incrociare le dita. Signo toglie la schedina di memoria per non perdere i video e io imbosco con cura la telecamera. Entriamo. Ci sistemiamo e decidiamo di mangiare. Signo va a prendere hotdog, pizza e birra. Ma quando torna si accorge di aver perso la scheda di memoria. Torniamo inutilmente a cercarla ovunque, ma niente. Non pensiamoci e godiamoci la partita. In realtà è molto di più di una semplice partita.

L’NBA è un vero spettacolo. Ragazze ponpon, Equilibristi, banda. Bellissimo. Peccato che abbiamo perso la partita. E’ stata una bella lotta ma siamo usciti sconfitti. Però all’uscita ritroviamo il nostro tesoro!! Ci avviamo verso l’hotel, pronti a rifare le valigie per tornare verso casa.

Ci alziamo presto, facciamo colazione ed il check-out. Oggi piove. Volevamo fare un ultimo giro in mattinata per gustarci i murales tipici della città, ma ci dovremo accontentare di vederli passando in macchina. Decidiamo, visto il tempo, di raggiungere l’aeroporto e magari fare un giretto da quelle parti. Lasciamo la macchina con calma e entriamo. Il nostro volo doveva partire alle 19.00. Ci cade subito l’occhio sul tabellone delle partenze. La metà sono cancellate. La nostra posticipata di 2 ore. Inizia così la nostra odissea del ritorno! Ci fermiamo da Starbucks, contattando i miei genitori, che sarebbero arrivati a Milano per le 19.00 per riportarci a casa, per avvertirli del ritardo. Andiamo poi dalle hostess per comunicare che con questo ritardo noi perdiamo la nostra coincidenza a Monaco e così si mettono in moto per garantirci un altro aereo. Passiamo il pomeriggio tra negozi e aggiornamenti sul ritardo e alle 23 ancora dobbiamo partire. Alle 23.30 finalmente inizia l’imbarco. Peccato che i nostri biglietti non vengano letti correttamente. Ci stampano nuovi biglietti e saliamo sull’aereo. Il volo è ricco di turbolenze e non riusciamo a dormire. Arriviamo a Monaco e decidiamo di mangiare una pizza al volo. Teoricamente abbiamo il volo alle 21 per arrivare a Milano alle 22.30. I miei genitori ci stanno aspettando comunque in aeroporto. Mangiamo e arriviamo alla zona dell’imbarco. Volo delle 21 cancellato. Sembra che ci faranno partire per le 23.00. Ci mettiamo l’anima in pace e aspettiamo. Alle 23.30 un hostess ci viene a dire “no crew, no flight” e iniziamo a perdere ogni speranza di tornare a casa. Ma finalmente all’una di notte ci fanno partire. Ovviamente non dormiamo niente in volo, ancora rintronati dal fuso. Scendiamo e andiamo al ritiro bagagli. Aspettiamo, tutti ritirano i loro bagagli, e noi aspettiamo ancora. E così alle 3 di notte scopri che i tuoi bagagli sono persi. Beh bisogna prenderla con il sorriso. Andiamo a fare denuncia e finalmente salutiamo la Mamy e il babbo Sergio e ci avviamo verso Pesaro, con due bagagli in meno ma un’avventura in più da raccontare!

Il nostro viaggio è finito. E voi avete fatto un bel giro dell’America?? Raccontatemi le vostre esperienze!! Come sempre, vi lascio lo slideshow di questa bellissima città!

PS: le valigie son tornate dopo 14 giorni!!!!

A prestissimo viaggiatori,

Ele

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