New York: Giorno 1 e 2

Arriviamo in hotel, doccia e si inizia! Direzione Chrysler Building e Grand Central Terminal, la stazione per eccellenza! La stazione è stupenda. E’ quella dei grandi baci dei film, degli uomini che aspettano le proprie ragazze dietro un mazzo di fiori, dei saluti che ti fanno venire voglia di restare. La frenesia è tangibile. Lasciamo la Grand Central per continuare il nostro giro, ma New York mi ha già conquistata. E’ Venerdi e il MOMA è gratuito fino alle 21!

La gente non è tanta e ci godiamo il museo in tranquillità. Non essendo grandi esperti d’arte abbiamo fatto una selezione delle opere da vedere, e per le altre abbiamo curiosato quà e là. Non ci siamo lasciati scappare le opere di Cézanne, Dalì, Matisse, Monet, Kandinsky Picasso, Van Gogh, ma anche di artisti più contemporanei come Hesse, Johns, Lichtenstein, Pollock e Andy Warhol. All’uscita andiamo verso W55th street-6th Avenue dove si trova la famosa scritta LOVE.

Una romanticona come me non poteva non volere ammirare quest’opera. Dopo qualche scatto veloce, c’è la fila per fare le foto, ci dirigiamo verso Times Square passando per St. Patrick Cathedral, la cattedrale più grande d’America. Ci perdiamo nelle luci di Times Square e dopo aver ammirato il Radio City Hall tutto illuminato, decidiamo che la stanchezza è tanta. Ci avviamo verso il nostro hotel, prendendo per cena dei panini da asporto (50$ in 2 per 3 panini e l’acqua!). Mangiamo godendoci la vista su New York tutta illuminata e poi a nanna, pronti per ricaricarci per domani!

 

La sveglia non fa in tempo a suonare. Alle 3 gli occhi sono già spalancati. Maledetto Jet Lag. Aspetto silenziosa che anche Signo si svegli e verso le 5 siamo entrambi più svegli che mai. Peccato che ancora fuori è buio e non c’è anima viva. Ci prepariamo con molta calma, e alle 7 decidiamo di uscire. Piove. A Dicembre a New York ci si può aspettare sia tanta tanta pioggia ma anche la neve.

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Ha nevicato qualche giorno fa, infatti la città è in parte ancora innevata. Ci copriamo con gli impermeabili e l’ombrellino e ci rifugiamo nel primo starbucks. Gli altri locali sono ancora chiusi. Facciamo colazione molto lentamente, completamente in contrasto con la frenesia che inizia a scorrere fuori dalle vetrate. Decidiamo, una volta aver finito il caffè, di incamminarci per provare a godere dello spettacolo di New York deserta. Andiamo alla stazione della metro e facciamo la tessera per 3 giorni. Con 32 $ possiamo prendere la metro tutte le volte che vogliamo. Saliamo. E’ proprio come si vede nei film. Gente in giacca e cravatta che va a lavoro, persone che parlano al telefono, chi fa colazione, chi dorme. Qualche bambino è già in piedi e sorride. Arriviamo a Rockfeller Center zuppi ma felici e ci godiamo questa meraviglia. L’albero, la pista del ghiaccio dove già alcuni pattinano, e l’atmosfera del natale newyorkese.

Abbiamo un appuntamento nel Bronx nella tarda mattinata, e allora decidiamo di prendere la metro D (linea arancione) direzione Botanical Garden (gratis dalle 10 alle 12 del sabato). Peccato la pioggia. Ci rintaniamo in un bar per scaldarci. Il Bronx è molto diverso da come me lo immaginavo. Per la piccola parte che ho visto è piuttosto tranquillo e negli ultimi anni sono stati fatti tantissimi interventi di riqualificazione. E’ ora di dedicarci allo sport. Con la metro scendiamo a Yankee Stadium, dove abbiamo prenotato online la visita guidata per le ore 12.00. Lo stadio è bellissimo.

Usciamo e c’è anche il sole. Ci fermiamo per pranzo in un “caffè all’angolo”, dove inizia la mia passione per le zuppe newyorkesi. Dopo pranzo è ora del MET. Anche in questo caso abbiamo selezionato solo alcune opere da visionare. Uscendo facciamo una bella passeggiata per Central Park e ci dirigiamo verso 14 di North Moore Street, all’incrocio con Varick Street per vedere la Caserma Ghostbusters. Sfortunatamente ci sono i lavori. Ormai che siamo arrivati fino a qua, ci dirigiamo a Wall strett che raggiungiamo in metro (circa 20 minuti 2-3). Ci gustiamo il quartiere della borsa newyorkese e la fila ci indica subito dove si trova il charging bull. Peccato che tutti i cinesi si mettevano in fila per fare la foto con la faccia. Non erano le palle a portare fortuna? Beh noi la fila l’abbiamo saltata e ci siamo dedicati al didietro dell’animale! Fatta la foto, ci incamminiamo verso la metro per raggiungere il Ponte di Brooklin. Lo abbiamo percorso per metà perché era davvero freddissimo!! Qua un ragazzo ha immortalato per sbaglio un nostro bacio. E’ stato carinissimo perché ci ha fermato per mandarci lo scatto. Gli stomaci cominciano a brontolare e ci fermiamo in un localino scelto da Signo. Il cibo era buono ma la birra inbevibile! Stanchi ma soddisfatti di questa giornata torniamo verso l’hotel per lasciarci andare tra le braccia di Morfeo.

Questi sono i nostri primi due giorni nella grande mela. Vi lascio in fondo all’articolo uno slideshow con alcune foto di queste splendide prime due giornate!

A domani per continuare questa avventura insieme.

Ele

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